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Libri di Gelmetti Carlo

Storia della Dermatologia e della Venereologia in Italia

editore: Springer Verlag

pagine: 420

Questo libro potrebbe intitolarsi: “Storia dell’importanza dell’aspetto e della sessualità in Italia” tanto questi due punti giocano un ruolo importante in questo contesto. Durante le ricerche dell’autore, che voleva rappresentare succintamente il contributo degli Italiani nel mondo della Dermatologia e della Venereologia per fare giustizia di un vuoto immeritato e indegno, sono emerse, sempre più prepotentemente, delle storie quasi incredibili e hanno ripreso vita dei personaggi giganteschi che hanno obbligato a più di una riflessione. Quando la medicina incide sulla la vita privata, essa diventa strumento per capire i tratti caratterizzanti di una civiltà. Il fatto che la sifilide fosse chiamata dai Napoletani: “mal Francese” e dai Francesi: “mal Napolitain”, e che quasi ogni nazione chiamasse questa malattia, per spregio, con il nome della nazione confinante, la dice più lunga di molti trattati di sociologia. I pregiudizi tuttavia non si fermano alle malattie e il semplice colore della pelle è stato storicamente usato come potente arma impropria al servizio delle più sciagurate ideologie. Alcune affermazioni, che oggi leggiamo con stupore ed ironia, sono state per troppo tempo considerate come “verità” scientifiche e, come tali, applicate nella prassi di tutti i giorni. Anche l’importanza dell’aspetto fisico (“self body image”) non è una moda di oggi come non sono una novità le pulsioni erotiche dell’essere umano. Conoscere la storia della Dermatologia e della Venereologia in Italia può essere utile a capire come eravamo e a far divenire un po’ più saggi e tolleranti i lettori di oggi.

Il fuoco di Sant'Antonio

Dai Misteri Eleusini all'LSD

di Gelmetti Carlo

editore: Springer Verlag

pagine: XII, 158 pagg.

Molto prima che ciò fosse una pratica comune tra i cristiani, Antonio praticò l'ascetismo nel deserto ad imitazione di Cristo

La pratica dell'atopia

di Gelmetti Carlo

editore: Springer Verlag

La consapevolezza che l’atopia sia l’espressione di una più facile suscettibilità della cute e delle mucose (oculari, respiratorie, digestive) agli agenti esterni in senso lato, porta alla logica conseguenza che i professionisti della salute che se ne debbano occupare siano vari e necessariamente coordinati. La nozione di atopia allarga il concetto tradizionale di allergia, perché in molti pazienti atopici non sono dimostrabili le classiche alterazioni immunologiche dell’allergia. Questi due fatti hanno quindi portato alla creazione di Dipartimenti dell’Atopia nelle strutture sanitarie di vari paesi. Lo scopo di questa pubblicazione è quello di "tradurre" e schematizzare gli argomenti svolti in maniera accademica nella prima edizione della Scuola dell’Atopia e che si sono condensati nel libro omonimo. Questo libro, invece, si propone di essere uno strumento sintetico e di rapida consultazione, destinato a chi si trovi di fronte a questi pazienti nel quotidiano, sia essi un medico o un pediatra di base ma anche un infermiere o un farmacista. Il libro comprende un atlante fotografico cronologico ed annotato delle principali manifestazioni dell’atopia cui segue la sezione degli algoritmi commentati su ciascuno dei principali capitoli. La terza parte, infine, offre un elenco critico dei "prodotti" per l’atopia disponibili in Italia ed include, oltre ai farmaci topici, una selezione dei dermocosmetici utili nella gestione dei questi pazienti.

La scuola dell'atopia

di Gelmetti Carlo

editore: Springer Verlag

L’esigenza di chiarire i concetti attuali dell’atopia, che per troppo tempo hanno oscillato tra una primitiva visione squisitamente clinica ed una successiva unicamente immunologica, era matura da tempo. L’avere compreso che il ruolo delle immunoglobuline E non è esaustivo ed avere accettato la salomonica divisione tra atopia intrinseca ed estrinseca, sono stati i primi due passi fondamentali. Le recenti scoperte del ruolo dell’immunità innata, e quindi dei peptidi antimicrobici, hanno aperto dei fondamentali spazi di comprensione nell’atopia e non solo. Quello che ora appare chiaro è che l’atopia non è la malattia di un organo ma piuttosto un difetto delle membrane che delimitano il nostro "self". Il fatto che queste membrane si chiamino pelle, intestino, congiuntiva, bronchi o quant’altro ha artificialmente frammentato la comprensione ed il trattamento di un fenomeno unitario. Questo libro vuole cercare di fare una sintesi delle diverse esperienze ma soprattutto essere uno stimolo a far sì che la medicina si focalizzi costruttivamente sullo stesso bersaglio. Se così sarà, non assisteremo più a"guerre di religione" tra scienziati e medici pratici o, peggio ancora, tra i differenti specialisti che si contendono il paziente. Se l’atopia, come noi crediamo, è un problema globale, esso può essere adeguatamente affrontato solo in un contesto pluridisciplinare e in clima collaborativo, non solo tra medico e medico ma anche tra medico e paziente.

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